Mamma, mammina, mami, forse madre… ognuno di noi è qui grazie alla persona che ci ha portato su questo pianeta, la fonte primaria legata inestricabilmente alla nostra esistenza in questo mondo.

Uno dei bisogni fondamentali di ogni essere umano è quel desiderio innato di essere coccolati da un AMORE incondizionato, caloroso e sostenibile.

 

Pensaci un attimo: da piccola non sentivi il bisogno di un bacio, di un abbraccio, di una carezza, di una coccola dalla tua mamma?

È la cosa più naturale di questo mondo sentirsi bene quando qualcuno si prende cura di noi… ma pian piano questo bisogno ci porta a spostare la nostra sopravvivenza nelle mani di un’UNICA persona, impedendoci di essere indipendenti ed emotivamente autosufficienti.

Dalla mamma non dipende solo la sopravvivenza di un bimbo: lei gli trasmette letteralmente tutta se stessa. Gli lascia in eredità le sue visioni, le sue emozioni, i suoi problemi… gli trasferisce tutto ciò che porta dentro, incluso i suoi bisogni mai soddisfatti, i sogni mai realizzati che porta con sé fin dall’infanzia… incluse tutte le sue ferite, tutte le situazioni interpretate in maniera traumatica e l’intero “pacchetto” trasmesso a lei da sua mamma, e così via da generazioni.

Purtroppo nessuna mamma riesce a “filtrare” consapevolmente ciò che trasmette… non può nascondere ciò che è poco salutare per i suoi figli…

A meno che…

A meno che non ne diventi consapevole… e per farlo deve mettersi all’opera, si deve rimboccare le maniche e lavorare su se stessa.

Si, perché una persona “ripiena” di ferite, di paure e di tristezza per non essere quasi mai riuscita a sentirsi liberamente se stessa, può donare a sua volta solo ferite, paure e tristezza.

Al contrario, un essere umano pieno di gioia può trasmettere solo gioia.

 

“Non puoi riempire un bicchiere da una caraffa vuota”

 

Così è la vita: nessuno ci può dare di più di quello che ha.

MAI.

 

Alla MISSIONE Mamma è legata l’enorme responsabilità di una vita nuova, di un essere umano che influenza moltissimo, che costruisce, istruisce, educa, indirizza e programma.

 

E si, non tutte le mamme sono perfette… come non lo è nessuno di noi. Ognuna ha le sue storie – spesso poco piacevoli – i cui i frutti si manifestano sotto forma di ambiguità, di disorientamento, di mancanza di autostima, del coraggio di fare scelte indipendenti… e mentre si trovano ad affrontare la sfida più difficile della loro vita, non sanno cosa fare (non c’è una scuola per mamme) e cercano di far “funzionare” le cose al meglio delle loro possibilità, convinte di dover controllare ogni cosa – in molti casi anche la vita degli altri.

Spesso queste mamme sono solo l’ultimo anello di una lunga catena famigliare di ansia, sofferenza, paura, vergogna e sensi di colpa. Sono solo la “prolunga” di un’infanzia triste durante la quale, nonostante le buone intenzioni, è stato seminato e coltivato un enorme vuoto chiamato “the Mother’s Hole”, unBuco Materno”.

 

A questo punto è importante chiarire che, sebbene il concetto di Ferita Materna si basi sull’analisi della relazione madre-figlia, si può applicare a ogni relazione genitori - figli, nonni - nipoti, zii – nipoti, ecc. Per questo nel nostro lavoro di persona e nel corso online “La Chiave della Gioia”, insistiamo molto sulle Ferite Infantili e sulla loro guarigione, ispirati dal lavoro di Susan Forward e di Bethany Webster.

Prendendo spunto proprio dal libro “Mother’s who can’t love” di Susan, vogliamo condividere con te le

5 categorie di Mamme che non riescono ad amare

neanche volendo e che, purtroppo, possono fare parecchio male (inconsciamente) ai propri figli.

 

La lettura sarà utile sia ai figli già adulti, sia ai genitori che hanno ancora “in mano” la vita dei loro bimbi.

 

Pronta?

Allora cominciamo!

 

Potrà sembrarti strano ma la chiave per la guarigione è smettere di “proteggere” e di giustificare inconsciamente i nostri genitori.

Lo so, a nessuno piace andare di corpo nel proprio nido. Questo perché, a livello inconscio, il collegamento è immediato: se ciò da cui provengo fa schifo, allora di riflesso sono una merda anch’io.

Ecco perché proteggiamo mamma e papà fino a negare l’evidenza.

 

Ma…

 

Purtroppo all'inizio si tratta di un passaggio obbligato: dobbiamo proprio accusarli.

La buona notizia, però, è che non dobbiamo sputargli in faccia tutto ciò che proviamo. Occorre solo che ci diamo il permesso interiore di farlo… che immaginiamo di averli davanti e tirare fuori tutto ciò che non abbiamo mai avuto il coraggio di dirgli.

 

Lo so, neanche questo è facile, ma è NECESSARIO per guarire e per liberarsi davvero.

 

Del resto continuare a giustificare i genitori non diminuisce la nostra sofferenza… e neanche la consapevolezza che “la vita che hanno trascorso non li abbia risparmiati”, fa sì che il nostro dolore interiore sparisca e smetta di disturbare la nostra anima.

Perché non importa da chi o come abbiamo ereditato tutto ciò.
Ciò che conta è che il “Buco” è dentro di noi e sanguina del suo dolore originario.

E anche se non vogliamo pensarci e preferiamo tuffarci in mille progetti, in centinaia di hobby, in decine di nuovi lavori piuttosto che guarirlo, lui è là e ci darà tormento finché non troveremo il coraggio per guardarci dentro.

 

Purtroppo le nostre mamme non sono state in grado di proteggerci da esso, e ora sta a noi farlo una volta per tutte.

Ora è nostro compito auto-guarire.

E non sarà affatto facile soprattutto per quelle donne “abbandonate a se stesse” da piccole, che rifiutano anche solo l’idea di aver avuto mamme che non manifestavano il loro amore e che, spesso, si comportavano come nemiche, come spietate concorrenti.

 

E sai perché la rifiutano?

Perché una scoperta del genere è così traumatica per una mente ancora poco matura, che fa scattare una catena di paure a cui una bimba preferisce dar retta: “se c’è qualcosa che non va tra me e mamma, di certo sono io la causa”.

 

In questo modo la bimba inizia a dare un senso al maltrattamento, alle critiche continue, alla mancanza di attenzione… e cerca dentro colpe ingigantite e immaginarie per tutto ciò che sente. Inizia a credere di essere cattiva o poco leale, di non essere abbastanza… e infine conclude che non merita di essere amata.

 

Queste sensazioni la accompagneranno per il resto della sua vita, nonostante i suoi successi e le sue vittorie… nonostante l’amore che riceve dagli altri, incluso i suoi figli.

È così che la piccola sempre criticata, istruita a seguire le regole, messa da parte, ignorata, stuzzicata da una mamma in cerca del suo equilibrio, cresce e diventa una donna che nel profondo sente di non meritare l’amore, che non è buona, che non è mai abbastanza intelligente, abbastanza bella o accettata per meritare l’amore, l’autorealizzazione e la gioia.

 

“Perché se dovessi meritarlo davvero – dice la parte inconscia – lo avresti già ottenuto da tua mamma!”

 

Se non sei ancora certa che la tua vita insoddisfacente abbia a che fare con le ferite infantili che porti dentro, cerca di rispondere ad alcune domande:

Per prima cosa concentrati sulla tua situazione attuale.

Mamma, in maniera regolare, ancora oggi:

  1. Ti sottomette e ti critica?
  2. Ti fa sentire una vittima?
  3. Si prende i meriti quando le cose vanno bene – dando la colpa a te quando vanno male?
  4. Ti tratta come se non potessi mai prendere una decisione da sola?
  5. È gentilissima davanti agli altri ma quando siete da sole diventa rigida e severa?
  6. Cerca di splendere prima di te o attraverso le tue vittorie?
  7. Flirta con uomini importanti per te o cerca di apparire come la più capace, la più saggia, la più intelligente?
  8. Cerca di vivere la tua vita appesantendoti delle sue ambizioni mai realizzate?
  9. Invade la tua privacy, i tuoi spazi, ti chiama di continuo, vuole sapere tutto, ti fa visita inaspettatamente?
  10. Ti fa sentire inferiore, la causa del suo malessere, della sua depressione, della mancanza di autorealizzazione?
  11. Insinua che senza di te (della tua presenza) non ce la farà e che conta su di te e sul tuo aiuto?
  12. Usa i suoi soldi per “aiutarti a vivere meglio”, per legarti, per renderti economicamente dipendente da lei e avere ancora più potere su di te?
  13. Ignora i tuoi veri bisogni e desideri?

 

Un maggior numero di risposte positive, ti dice che la tua mamma sta superando (o l’ha già fatto) il confine della mamma che “ama”, per sforare nel mondo di quella che “non ama”.

 

Se ti ritrovi nei comportamenti elencati sopra, significa che non li stai vivendo solo attualmente. Prova a farti le stesse domande pensando al tuo passato… scoprirai che sono presenti nella tua vita da molto tempo.

 

Fatto ciò, ecco un altro elenco di domande utili a chiarirti le idee e a renderti consapevole di quanto ti abbia già “macchiato” l’influenza di tua mamma.

 

Questa volta le domande sono rivolte a te:

  1. Ti capita di chiederti se tua mamma ti ama – e ti viene il dubbio che forse non l’abbia mai fatto?
  2. Ti senti responsabile per la gioia di tutti gli altri tranne che per la tua?
  3. Credi che i bisogni di tua mamma siano più importanti dei tuoi?
  4. Credi che l’amore si debba meritare?
  5. Credi che, qualsiasi cosa tu faccia per tua mamma, lei non sarà mai soddisfatta al 100%?
  6. Credi di doverla proteggere anche a costo di non dirle che il suo comportamento ti fa male?
  7. Ti senti in colpa e ti consideri una persona cattiva se non soddisfi le aspettative degli altri (incluso tua mamma)?
  8. Le nascondi spesso ciò che senti, alcuni aspetti della tua vita, sapendo che se le svelassi tutto potrebbe reagire male?
  9. Hai costantemente bisogno dell’approvazione esterna?
  10. Ti senti spaventata, colpevole, nessuno, nonostante i successi che ottieni?
  11. Ti chiedi: “quale è il mio difetto se non riesco a trovare il partner giusto?”
  12. Ti privi dell’idea di avere un bambino (anche se biologicamente potresti), trovi scuse credibilissime per non avere e porti dentro la paura inconscia che possano essere come te – non abbastanza?

 

Ora che abbiamo toccato qualche corda importante, ecco le 5 caratteristiche e i relativi comportamenti delle mamme che “non amano” e delle FIGLIE che sono cresciute al loro fianco:

 

LA MADRE NARCISISTA:

Mamma:

  • Una donna mai sazia di approvazione, adorazione, ammirazione, completamente concentrata su se stessa
  • Continuamente alla ricerca del suo valore, di dimostrare (a se stessa e agli altri) la sua “superiorità”
  • Sempre curata, è molto attenta al suo aspetto fisico
  • Adora essere al centro dell’attenzione e fa di tutto per rimanerci il più possibile
  • Le sue frustrazioni diventano minacce emotive verso la figlia
  • Non comprende nessuna critica né cerca di imparare
  • Crede (e lo afferma di continuo) di saper fare qualsiasi cosa meglio di sua figlia (cucina, pulizie, ecc…)
  • Se ha più di una figlia, può far scattare una rivalità tra loro per vantarsi della sua saggezza quando alla fine si rivolgono a lei
  • Sfugge alle responsabilità per il suo comportamento

Figlia:

  • In tutta la sua vita ha avvertito una sola cosa (inconsciamente): non ti permettere mai di coprire lo splendore di mamma
  • Può sentirsi colpevole e prendersi la responsabilità di tutto ciò che accade alla mamma
  • È il bersaglio su cui sparare quando la mamma si sente minacciata, nervosa o poco tranquilla
  • Crede di dover essere umile, vive spaventata
  • Ha paura delle sfide, è terrorizzata dal rischio; sente che potrebbe avere una vita meravigliosa ma si fa bloccare dalle eventuali critiche della mamma in caso di fallimento, anche se non abitano più insieme (addirittura anche se la mamma è già morta)
  • Non si fida di se stessa e delle sua capacità
  • Ha paura di essere rifiutata
  • È così tanto convinta di non meritare da essere predisposta a spostare la sua vita delle mani di altre persone (capi, colleghi, partner, amici, fratelli…)
  • Spera che la mamma cambi un giorno e che la ami incondizionatamente… o meglio, che sia lei stessa in grado di accontentarla pienamente
  • Cresciuta in ambienti colmi di invidia, porta dentro questa emozione, la semina e la raccoglie di rimando

 

LA MADRE POSSESSIVA:

Mamma:

  • Si aspetta che la figlia copra tutti i suoi bisogni emotivi
  • Non accetta l’autonomia della figlia
  • Scambia la figlia per una sua amica, gli confessa i suoi segreti, vede in lei il senso della sua vita
  • Ha paura della solitudine
  • È sempre pronta ad aiutare i propri figli anche quando non lo chiedono, perché lo fa con un secondo fine
  • Invade la privacy dei figli
  • Ignora il fatto che la figlia abbia i suoi bisogni emotivi
  • Vuole sentirsi insostituibile e insinua dubbi accuratamente orchestrati per ottenere i suoi obiettivi
  • Manipola per tenere la figlia al suo fianco
  • È una professionista quando si tratta di far sentire in colpa la figlia

Figlia:

  • vive per la mamma e crede che se abbandonasse, sarebbe la fine per tutti
  • non riesce a staccarsi da questo legame tossico ma si sente ingabbiata
  • È pienamente immersa nella convinzione che la felicità di sua mamma dipenda da lei
  • Sente che l’obbedienza verso la mamma sia una cosa naturale
  • Ha difficoltà a creare la propria vita perché c’è sempre la mamma al primo posto
  • È guidata dalla paura di perdere le briciole di amore che la mamma le lancia ogni tanto… perciò non riesce ad essere assertiva e a dire basta
  • Non crede in se stessa, non si prende molte responsabilità. Ciò che la caratterizza è la convinzione: da sola non ce la posso fare
  • Crede che i bisogni di sua mamma siano più importanti dei suoi
  • Non cresce emotivamente… è come se fosse una donna con una bambina intrappolata dentro, che non fa altro che nascondersi dietro la mamma.

 

LA MADRE DESPOTICA:

Mamma:

  • Maestra dei condizionamenti, della manipolazione, dei comandi, senza risparmiarsi sui dettagli delle conseguenze di un’eventuale disobbedienza
  • Severa e rigida, con un polso duro, controlla tutto, minaccia emotivamente
  • Apprezza di avere controllo sui propri figli e sulle loro vite
  • Soddisfa i bisogni economici e fisici dei figli dimenticando completamente quelli emotivi
  • Adora essere una madre tosta, che critica e paragona i figli anche pubblicamente
  • È ironica, cinica, usa un tono di voce alto e forte
  • Anche lei è brava a far sentire in colpa la figlia

Figlia:

  • Controllata e limitata
  • Crede che i suoi bisogni non siano importanti
  • Ha una bassa autostima, crea rapporti con persone possessive e dominanti (capi, colleghi, partner, amici)
  • Non si ama e non si rispetta (fuma, beve, mangia male, dorme male, ecc..)
  • Non ha voglia di agire
  • Non riesce a scoprire cosa vuole, cosa desidera davvero
  • Non riesce ad autodifendersi
  • Nasconde la sua assertività e non riesce quasi mai a tirar fuori un naturale NO
  • Si tuffa facilmente nelle braccia del perfezionismo

 

LA MADRE CHE CERCA DI ESSERE ACCUDITA:

Mamma:

  • Non riesce ad insegnare alla figlia come affrontare la vita, perché non lo sa fare nemmeno lei
  • Cerca di invertire i ruoli, spostando la responsabilità della propria vita sulle spalle della figlia
  • È assente
  • Condivide con la figlia le sue lamentele e le sue frustrazioni
  • È spesso depressa
  • Anche lei ha dei vizi di cui non riesce a fare a meno (fuma, beve, mangia male, dorme male, ecc..)

Figlia:

  • Di solito è la figlia maggiore o la figlia unica, che diventa un pilastro per la mamma
  • Si sente in obbligo, in debito, responsabile
  • Cresce con l’idea di provare compassione e pietà vs la mamma
  • È molto centrata, responsabile e ben organizzata nei momenti difficili della vita
  • Aiuta volentieri gli altri e attira persone che hanno bisogno di lei
  • Non riesce a pensare a sé, non riesce a distinguere bene i suoi bisogni
  • Spera che in un giorno riuscirà ad aiutare efficacemente sua mamma
  • Ha una bassa autostima e scarso rispetto per se stessa

 

LA MADRE TRADITRICE, BRUTALE, CATTIVA:

Mamma:

  • Non riesce a soddisfare nessuno dei bisogni dei figli. Né fisici, né economici né emotivi
  • Tratta i figli come un oggetto, come un peso o un problema a volte
  • Fredda, senza affetto
  • Spaventata, passiva, concentrata su se stessa
  • Non riesce a proteggere la figlia dalla violenza, dal maltrattamento, dall’abuso (anche sessuale)
  • Ha paura che l’uomo con cui sta la abbandoni e preferisce a chiudere gli occhi davanti al maltrattamento della figlia
  • Piuttosto che a ciò che sentono i suoi figli, preferisce badare alla sua apparenza. Indossa la maschera di chi sa mantenere una famiglia unita, ma i vede lontano un miglio che è una parodia molto tragica

Figlia:

  • Spaventata, poco sicura di sè, piena di tristezza
  • L’unica cosa che ha ottenuto dalla famiglia è un tetto, senza amore, senza comprensione
  • È diventata la vittima e la causa delle frustrazioni e della continua stanchezza di sua mamma
  • Crede di essere trasparente, invisibile agli occhi di tutti
  • Porta dentro il dolore di una figlia non voluta
  • Per essere notata dalla mamma, può ribellarsi o scegliere le strade poco salutari… giusto per catturare la sua attenzione
  • Nasconde a ogni costo ciò che succede a casa
  • I suoi migliori amici si chiamano: impotenza, paura, solitudine
  • Ha difficoltà a vivere tra le persone, è molto diffidente e troppo cauta
  • Può cadere facilmente nelle mani di persone che la sfruttano e diventano i suoi nuovi carnefici
  • Non crede in se stessa, pensa di non meritare amore

 

Come puoi vedere le mamme possono ferire profondamente i propri figli, anche se non è loro consapevole intenzione farlo. E queste ferite infantili influenzano parecchio la vita adulti e le nostre relazioni, fornendoci un inconscio modello di amore da seguire anche con i nostri figli.

Purtroppo senza spezzare questa falsa catena, rischiamo di ripetere questi modelli all’infinito e, nonostante la nostra voglia di fare diversamente, trasmettiamo le stesse ferite ai nostri cuccioli.

 

Tutti i bambini feriti sono uniti dalla stessa speranza: essere finalmente amati e abbandonare una volta per tutte la paura di essere rifiutati dalla mamma.

E questa speranza, unita al dolore per il rifiuto, accende costantemente conflitti interiori distruttivi.

Certo, essere consapevoli del nostro vissuto è importantissimo e non va dimenticato quando scegliamo di andare per la nostra strada.

Ma sebbene tutte le situazioni che abbiamo vissuto sono tatuate dentro di noi e il nostro inconscio non le dimentica mai, possiamo imparare a reagire diversamente e sostituire i meccanismi distruttivi con abitudini che ci mettono le ali.

È vero che in fondo tutte le mamme possono amare?

 

Io credo di si, ma la maggior parte ha il cuore così ferito che ne resta davvero poco per amare pienamente.

Tuttavia so bene – e lo confermano le mie esperienze – che ogni situazione tragica, ogni ferita materna o paterna può essere guarita.

 

Possiamo aiutare noi stessi, possiamo auto-guarire queste ferite e riempire di vero amore i buchi rimasti. E di conseguenza possiamo trasmette ai nostri figli l’amore di mamma e papà, di quel genitore che a noi è sempre mancato.

 

Dobbiamo però prenderci la responsabilità della nostra vita e non aspettare che qualcuno ci consegni una bacchetta magica… nessuno può averla per te ma noi possiamo aiutarti a tirar fuori la Tua!

 

E tu? Pensi di portare dentro ferite infantili?
Hai il coraggio di guardarti dentro, di trovarle e di auto-guarirle?
Di spezzare una volta per tutte la catena di queste dipendenze tossiche?

 

Puoi farlo davvero… per il Tuo Bene e per quello dei tuoi figli.

Se vuoi scoprire come, ti invitiamo al nostro seminario online gratuito

 


Daga & Diego
Daga & Diego

'Se la bacchetta magica non esiste, crea consapevolmente una vita magica!' Contact me: Ispirazionegioia@gmail.com

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