Ti stai chiedendo se anche tu hai subito un trauma emozionale nella tua infanzia?

Nel 95% dei casi la risposta è sì.

Io mi spingerei anche fino al 99%, non perché siamo cresciuti tra le grinfie di due orchi brutti e cattivi ma perché:

  1. Mamma e papà non avevano a disposizione le informazioni che abbiamo oggi (internet non esisteva e la conoscenza viaggiava ancora via enciclopedia). Hanno fatto del loro meglio per assicurarci il massimo ma non potevano che ripetere ciò che avevano visto, ciò che era “normale” per le loro mamme e per le loro nonne.
  2. Ogni bambino interpreta le situazioni che vive a modo suo. Quindi anche gli avvenimenti più naturali (e quasi banali per un adulto), possono essere vissuti in maniera traumatica dai più piccoli e condizionare pesantemente tutta la loro vita da adulti.

 

Sempre più persone comprendono il concetto generale di trauma emozionale ma non riescono a coglierne la portata e il grande impatto che ha sulla vita di ognuno di noi.

 

Un trauma emotivo è una forma di abuso emozionale che spesso viene ignorata da familiari e amici e persino da coach, psicologi e terapisti

(scioccante, lo so)

Ecco perché è così facile che lo ignori anche chi lo subisce.

 

E non parlo solo di episodi palesi come abusi sessuali – sorprendentemente frequenti nelle bambine abbiamo scoperto – o violenza fisica.

 

Un trauma emozionale si crea ogni volta che i tuoi bisogni emotivi vengono trascurati,

quando le tue emozioni vengono respinte e i tuoi sentimenti completamente ignorati o ridimensionati.

 

Qualunque cosa tu senta da piccola, difficilmente è considerata di grande importanza da chi ti sta più vicino… di solito si tende a vederla come esagerata, a sminuirla e a farti capire che non si fa o che ci si deve vergognare a mostrare i propri sentimenti.

 

Pensaci un attimo: quando da piccola avevi caldo rispettavano ciò che sentivi o continuavano a imbottirti di vestiti?

Quando non avevi fame rispettavano le tue scelte o ti inseguivano per tutta la casa chiedendoti di mangiare comunque?

 

E quando ti capitava di piangere?

Su, non piangere… i bimbi grandi non lo fanno!

Qualcuno si è mai fermato a chiederci come ci sentiamo davvero?

È così che iniziamo a reprimere le nostre emozioni e a paragonarci con gli altri…

 

Ma è come mettere un tappo a un vulcano che continua a bruciarci dentro, con conseguenze che possono influenzare ogni area della nostra vita: amore e relazioni, denaro, carriera e sì, anche la salute fisica.

 

Tutto ciò ha la capacità di distruggere letteralmente ogni grammo di autostima che c’è in noi, lasciandoci impotenti, senza speranza e, ancora peggio, con quella distruttiva sensazione che ci sia qualcosa di sbagliato in noi.

 

E così ciò che ci portiamo dentro, innesca dei comportamenti che non amiamo affatto ma che non riusciamo a controllare:

  • Sotto la violenza fisica si nasconde umiliazione e impotenza;
  • Dietro gli abusi sessuali c’è la vergogna;
  • Dietro urla e insulti verbali si nasconde la ferita di non essere abbastanza bravi!
  • E quando non ti prendi cura di te e ti senti inutile, è perché porti dentro il dolore di essere stata ignorata da piccola.

Le mie ferite infantili hanno sabotato ogni mia scelta… Mi hanno portato cercare di autodistruggermi lentamente…

 

E quando ho toccato il fondo ho pensato fosse arrivata la fine!

 

Ma in realtà era solo l’inizio.

L’inizio di una meravigliosa avventura alla scoperta di me. L’inizio di un viaggio straordinario che mi ha letteralmente riportato in vita!

 

 

È per questo che quando un cliente viene da me imbarazzato, distrutto, debole e un po’ paranoico a volte, lo sento con ogni cellula, vedo tutto il suo campo energetico e riesco a percepirne i sintomi anche a un chilometro di distanza.

 

Perché ci sono passato.

 

Ma soprattutto perché ne sono venuto fuori alla grande e ho trasformato la mia vita in una esistenza meravigliosa, ben oltre i miei sogni più creativi!

 

E ci sono riuscito perché ho spezzato ogni catena, ho infranto ogni barriera che impediva al mio pieno potenziale di emergere.

 

Se vuoi provarci anche tu, però, devi sapere che l’unica via d’uscita è attraverso!

 

Se senti che dentro di te c’è qualcosa, ma non riesci a puntare il dito con chiarezza…

Se la avverti anche se i tuoi occhi da adulta non vedono nulla di „fisico” o di gravemente traumatico nella tua infanzia…

 

Inizia a prendere in considerazione le tue ferite infantili.

 

Forse sono state sottili o nascoste. O forse si tratta di qualcosa di grave che difficilmente riuscirai a dimenticare.

Qualsiasi cosa tu abbia vissuto, una ferita è sempre una ferita e lascia le sue cicatrici. Quindi non respingerla e non ignorarne i sintomi o controllerà e dirigerà tutta la tua vita.

 

Non è facile e non è immediato… ma ti assicuro che ne vale la pena!

 

Sei pronta?

Partiamo allora!

Ecco i 3 sintomi più evidenti che ti rivelano con certezza se porti dentro delle ferite infantili:

1. Ti annulli per rendere felici gli altri

Sei in fondo alla tua lista di priorità e hai inconsciamente bisogno di approvazione dall’esterno.

Le tue azioni, i tuoi comportamenti e anche le tue decisioni sono influenzate dalla tua necessità di piacere, di essere accettata e di sentirti parte di un gruppo. Riesci addirittura a trascurare i tuoi bisogni personali per mettere al primo posto quelli degli altri, andando costantemente fuori dalla tua strada per seguire la loro.

 

Ecco perché ti mordi la lingua, non ti prendi cura di te come vorresti e fai e dici tutto ciò che può piacere alle persone che ti stanno vicino.

 

E quando loro non ricambiano ti senti tradita e ti riprometti di non fare mai più lo stesso errore… anche se ci caschi puntualmente l’attimo successivo.

Perché sei stata “programmata” per farlo… per chiedere costantemente conferma agli altri delle tue emozioni, dei tuoi pensieri e delle tue convinzioni su te stessa.

E con loro anche del tuo valore.

 

Credimi, so di cosa parlo.

Per anni ho messo gli altri al primo posto ignorando me. Invitavo a cena i miei amici cercando di non fargli mancare nulla, di rendere indimenticabile la loro esperienza.

E prima che me ne rendessi conto mi stavano già dando la buonanotte, e io non mi ero goduto un singolo istante dell’intera serata!

Questa costante insicurezza e questa bassa autostima possono avere due diverse origini:

 

  1. Uno tra mamma e papà ha imparato dai suoi genitori ad essere “servile” e a non credere in sé e ha donato a te questa pesante eredità
  2. In alternativa può essere ti abbiano conferito il superpotere dell’invisibilità.

 

Se mamma e papà erano troppo impegnati a lavoro o ad accudire i fratelli più piccoli, infatti, ecco che ignoravano te, le tue esigenze e le tue emozioni. E tu ti chiudevi in te stessa oppure ti ribellavi urlando ma riuscivi ad attirare la loro attenzione solo per pochi istanti.

È questa ferita che ti porta a compensare, a fare di tutto per essere notata, perché le persone ti dicano: “ma quanto sei gentile, brava, premurosa… davvero una donna da sposare!”

E ogni messaggio di approvazione è un balsamo per il tuo ego: per qualche istante ti senti alla grande e torni a essere raggiante come quando eri bambina; ma dura poco e di lì a breve ricominci da capo.

 

È questa la trappola.

Che sia a lavoro, in famiglia o con gli amici, devi riuscire ad approvare te stessa dall'interno.

A credere che sei una meraviglia così come sei e che non hai bisogno di dimostrare o di ricevere un applauso da nessuno.

La tua forza è già dentro di te.

Ma per tirarla fuori devi tornare lì dove la tua ferita ti è stata inferta, devi comprendere il meccanismo che ha scatenato e liberartene una volta per tutte.

 

Lo so che in questo momento stai negando questa dolorosa verità e credi che mamma e papà abbiano fatto del loro meglio per darti il massimo.

E io sono sicuro sia così.

Ma il dolore che senti è lì e finché non accetti che ci sia, finché non ti apri alla possibilità di non avere più bisogno dell’approvazione degli altri per credere nel tuo grande valore, allora potresti non guarire completamente.

Riconosci la profondità di questo dolore, accetta questa scomoda verità e comincerai a sentirti già più sollevata. Più libera.

2. Sei costantemente insicura e dubiti sempre delle tue scelte

La tua autostima è stata sgretolata un granellino alla volta ma per lungo tempo.

Forse ti hanno tenuta sotto una campana di vetro oppure ti hanno vietato di tutto per paura che ti facessi male. Ma così tu non hai sperimentato, non hai scoperto che puoi fare qualsiasi cosa se vuoi e non hai imparato a credere nei tuoi mezzi.

O forse quando commettevi un errore partiva qualche insulto, anche solo per scherzo.

 

Guarda ‘sto cretino che ha combinato!

Mi è capitato di assistere a scene del genere un paio di volte al supermercato…

Signora, guardi che il bimbo non è affatto uno stupido… è solo il riflesso di ciò che lei stessa gli trasmette.

 

Ma l’abuso verbale può spezzare il cuore e le parole possono essere estremamente potenti. Se ripetute più e più volte, si tatuano nell’inconscio del bambino che è in via di sviluppo proprio in quel momento. E lui, alla fine, anche consciamente si convincerà di essere davvero uno stupido.

Gli attacchi verbali, in particolare, creano quella voce negativa che senti nella tua mente… quella del critico interiore che da adulta lavora sempre contro di te, bloccandoti, facendoti sprecare un sacco di energie e dicendo quelle cose orribili tutto il tempo.

 

Ma la voce che senti in realtà non è tua!

 

E ciò che i tuoi genitori o chi ha verbalmente abusato di te ti hanno fatto credere!

Invece che evolverti e crescere in modo sano, quindi, hai sempre dubitato di te, ti sei sentita sempre insicura e non hai mai creduto abbastanza nelle tue capacità per inseguire i tuoi sogni!

Hai semplicemente “comprato” ciò che ti hanno detto su di te. E non è che avessi molte alternative all’epoca. Ma adesso questa voce è nella tua testa e non sai come liberartene.

 

Una soluzione c’è: ma ci vuole dedizione, perseveranza e pazienza.

 

Ogni volta che ti sorprendi a dubitare di te, devi ricordarti che quelli non sono i tuoi pensieri.

E man mano che ti alleni cambierai le tue abitudini mentali e riprogrammerai i tuoi percorsi neuronali creandone di nuovi e facendoci viaggiare dentro pensieri più sani, che ti supportano e ti mettono le ali.

Prima di riprogrammare, però, la ferita emotiva dev’essere elaborata e riconosciuta… altrimenti rischi di curare solo i sintomi e non la causa e, nel giro di pochissimo, i nuovi sentieri torneranno a essere risucchiati dalla rigogliosa vegetazione della tua foresta mentale e tu ricomincerai a muoverti sfruttando le stesse vecchie autostrade di sempre!

 

Lo so, non è per niente facile. All’inizio ho avuto bisogno anch’io di qualcuno che mi facesse da specchio e che mi riportasse sui binari quando mi perdevo di nuovo…

 

Se non sai da che parte cominciare non preoccuparti: abbiamo preparato un intero evento gratuito sul tema.

Puoi iscriverti cliccando qui:

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Accetta l’esistenza di quella ferita, dunque. Ricorda che sei abbastanza e inizia a guardare il tuo mondo da una prospettiva diversa per riprogrammare la tua straordinaria mente al successo, alla salute, alla ricchezza e alla felicità.

Dentro di te hai tutta la creatività, tutte le capacità e tutto l’amore per farlo! Fidati!

3. Sei eccessivamente irascibile

Quando reagisci in maniera eccessiva a una persona o a una situazione e lo senti in ogni tua cellula mentre lo stomaco ti si aggroviglia per la rabbia, stai rivivendo un flashback emotivo.

E questo non significa che sei sbagliata o incapace di controllare le tue emozioni. Ma semplicemente che stai rispondendo a ciò che il tuo inconscio percepisce come un attacco.

 

A mente fredda ti rendi quasi sempre conto che la minaccia non era poi così reale, che la tua reazione è stata esagerata e che avresti preferito comportarti diversamente. Ma quando ti ritrovi in una situazione simile rispondi seguendo esattamente lo stesso modello.

Perché?

Perché il tuo corpo si sente sotto attacco e inconsciamente la situazione in questione minaccia il tuo valore e mette a repentaglio la tua stessa sopravvivenza.

Ovviamente si tratta solo di un filtro… di una tua percezione ingigantita da una ferita infantile soppressa per troppi anni, con tutta la sua energia che aspetta solo una scusa per esplodere alla massima potenza.

E ogni volta che una situazione tocca o addirittura graffia la cicatrice di quella ferita…

 

BOOM!

 

Rabbia, ira e quella sottile sensazione di ingiustizia esplodono in tutta la loro potenza!

Allo stesso modo di quando quella ferita ti è stata inferta, tanto tempo fa.

In tutto ciò non c’è niente di giusto e niente di sbagliato.

Stai solo cercando di proteggere la tua ferita, di evitare che sanguini di nuovo e che gli altri la possano vedere.

 

Come smettere, dunque?

Come smettere di essere vittima delle tue stesse ferite ed evitare di esplodere come un vulcano?

 

ASCOLTATI.

Inizia a notare ciò che innesca questa tua reazione e come ti senti.

 

SCRIVI.

Annota quali sono gli episodi che innescano la tua rabbia e come ti senti poco prima che accada. Prova ad andare a ritroso e a tracciare l’emozione originaria che causa questa reazione.

 

FAI DEL TUO MEGLIO

per capire che stai “reagendo al passato” e non al presente. Porta te stessa e la tua consapevolezza alla tua infanzia. Respira, sii consapevole e resta presente.

 

GUARDA

la situazione dagli occhi di un passante che non ti conosce e osserva dall’esterno ciò che stai vivendo.

 

CAMBIA PROSPETTIVA.

Torna dentro di te e ascoltati di nuovo. Adesso sai che il pericolo non era così grande come lo percepivi. E che non è più necessario attaccare per proteggerti.

 

Una volta elaborata la tua ferita, non ci sarà più nulla da proteggere, nulla per cui esplodere.

 

Ci sono molti altri segnali che ci indicano se portiamo dentro delle ferite infantili. Avrei voluto elencarne 5 ma ho capito che l’articolo stava diventando davvero troppo lungo.

Per darti un’idea, gli altri sintomi includono depressione, isolamento sociale, incapacità di dire no, tendenza a essere emotivamente dipendenti da qualcuno o di essere sempre in ansia, di pensare troppo e di continuo piuttosto che avere fiducia e agire.

 

Se ti rivedi in almeno uno di questi sintomi, non perderti il nostro evento gratuito! Lo terremo LIVE Domenica prossima alle 21:00!

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Con Amore,
Diego


Daga & Diego
Daga & Diego

'Se la bacchetta magica non esiste, crea consapevolmente una vita magica!' Contact me: Ispirazionegioia@gmail.com

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